L’AI accelera, la sicurezza rincorre: il punto su settembre
Dalla richiesta di rallentare lo sviluppo dell’AI ai primi chip inviati nello spazio, fino agli account Claude compromessi e al dialogo tra Stati Uniti e Cina.
“È il momento di rallentare”, “Google invierà i suoi chip AI nello spazio”, “gli hacker stanno rubando i token di Claude agli abbonati”.
Sono alcuni dei titoli che hanno accompagnato settembre, un mese in cui l’intelligenza artificiale è tornata al centro del dibattito da prospettive molto diverse. Si è parlato di sicurezza dei modelli, nuovi attacchi informatici, infrastrutture in orbita e rapporti tra Stati Uniti e Cina.
Notizie lontane solo in apparenza.
Mentre aumentano gli investimenti e le capacità dei sistemi, cresce anche l’attenzione verso ciò che può andare storto. E, per la prima volta, alcuni dei protagonisti della corsa all’AI sembrano concordare almeno su un punto: lo sviluppo tecnologico non può procedere più velocemente delle misure adottate per governarlo.

Cosa succede
Non si parla di interrompere la ricerca o di sospendere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Il confronto riguarda soprattutto i modelli più avanzati e la possibilità di introdurre una pausa quando test e misure di sicurezza non riescono a tenere il passo.
La proposta è arrivata da Dario Amodei, CEO di Anthropic, e ha trovato d’accordo anche Sam Altman, Elon Musk e Demis Hassabis. Una convergenza insolita tra protagonisti che continuano a competere sullo stesso mercato.
Resta però una domanda: chi dovrebbe stabilire quando fermarsi?
Senza un coordinamento internazionale, un’azienda che posticipa il rilascio di un modello per sottoporlo a controlli più rigorosi potrebbe essere superata da concorrenti disposti a correre rischi maggiori.
Mentre alcuni chiedono di rallentare, la Silicon Valley guarda ancora più lontano.
A settembre Google ha annunciato un nuovo passo di Project Suncatcher: il primo test in orbita di una Tensor Processing Unit, uno dei chip progettati dall’azienda per gestire carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale.
Non si tratta ancora di un data center spaziale. Il test servirà a verificare se l’hardware possa resistere alle sollecitazioni del lancio, alle radiazioni e alle forti variazioni termiche dell’orbita terrestre bassa
La corsa all’AI, quindi, sta cambiando forma.
Nel nostro precedente articolo avevamo parlato della sfida globale tra Stati Uniti, Cina ed Europa.
Il 24 settembre 2026 il confronto è arrivato anche alla Casa Bianca, con Donald Trump e Xi Jinping.
Tra i risultati del vertice c’è la preparazione di un AI Dialogue tra Washington e Pechino.
Il nuovo canale dovrebbe affrontare i rischi per la sicurezza e facilitare la comunicazione in caso di incidenti legati all’AI con possibili conseguenze internazionali.
Le differenze, però, restano: Donald Trump punta a difendere la leadership tecnologica statunitense, mentre Xi Jinping insiste sulla necessità di mantenere l’intelligenza artificiale sotto il controllo umano.
È il tentativo di creare un contatto diretto nel caso in cui un malfunzionamento, un attacco o il comportamento imprevisto di un sistema producano effetti oltre i confini nazionali.
Sempre sul fronte della sicurezza, alcuni abbonati a Claude hanno notato che i token disponibili diminuivano anche quando non stavano utilizzando il servizio.
Altri utenti hanno ricevuto una comunicazione da Anthropic, nella quale l’azienda segnalava l’impiego di infostealer, malware capaci di sottrarre password, credenziali e dati delle sessioni salvate sui dispositivi.
Per chi utilizza questi servizi in azienda, il problema non si limita al consumo dell’abbonamento.
Gli account AI vengono collegati sempre più spesso a documenti, repository di codice, applicazioni cloud e caselle di posta. Il rischio dipende quindi anche dalle autorizzazioni concesse e dagli strumenti ai quali il servizio può accedere.
NIS2: come prepararsi alla scadenza del 31 ottobre
Settembre avvicina molte organizzazioni a una scadenza importante.
Per i soggetti già inseriti negli elenchi NIS2 nel 2025, le misure di sicurezza di base devono essere implementate, funzionanti e documentabili entro il 31 ottobre 2026.
Dopo questa data, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale potrà avviare l’attività ispettiva.
Gli interventi coinvolgono diversi aspetti dell’organizzazione: ruoli e responsabilità, gestione del rischio, inventario degli asset, continuità operativa, controllo dei fornitori, rilevamento degli incidenti e formazione del personale.
La conformità non dipende quindi soltanto dai sistemi di sicurezza installati, ma anche dalla capacità di dimostrare che processi e misure funzionino davvero.
Per capire da dove iniziare, la Gap Analysis permette di confrontare la situazione effettiva dell’organizzazione con i requisiti applicabili.
L’analisi riguarda processi, persone, tecnologie e governance e restituisce una mappa delle criticità, delle priorità e degli interventi da pianificare.
Settembre non ha dato una risposta definitiva alla domanda su quanto velocemente debba avanzare l’intelligenza artificiale.
Ha però chiarito che innovazione e sicurezza non possono più procedere su binari separati.
Mentre i grandi attori del settore discutono di limiti, infrastrutture e cooperazione internazionale, per le aziende il lavoro parte da questioni molto concrete: conoscere gli strumenti utilizzati, controllarne gli accessi e verificare che le misure adottate siano realmente operative.
La scadenza NIS2 del 31 ottobre rende questo passaggio ancora più attuale.
Non basta adottare nuove tecnologie o installare strumenti di sicurezza: bisogna sapere come vengono utilizzati, chi ne è responsabile e che cosa fare quando qualcosa non funziona come previsto.
Fonti ufficiali
- Google, Project Suncatcher: facts about Google’s space-based AI research
- Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, Portale NIS e specifiche di base
Approfondimenti consultati
- TechCrunch, Hackers are stealing Claude tokens from subscribers
- Agenda Digitale, Rallentare l’AI: bella idea, ma come fare
- AI4Business, Trump-Xi, primo confronto sull’AI tra sicurezza e competizione










